
Idoneità alla professione
Un mediatore professionale, in linea di massima, è genericamente idoneo ad esercitare l’attività quando tra le sue caratteristiche umane ha ben evidenziate e prevalenti le seguenti:
Capacità di integrazione con i colleghi e con la Struttura.
Adattabilità alle persone, all’ambiente, alle circostanze.- Resistenza fisica e morale, perché l’attività di incrocio Domanda offerta comporta impegno fisico e permanente tensione.
- Facoltà di autocontrollo, indispensabile per gestire il continuo contatto con persone diverse tra loro spesso scarsamente comprensive.
- Facoltà di autocritica, poiché, operando prevalentemente in situazioni di autonomia operativa è indispensabile che il mediatore sia capace di autocontrollarsi, rilevare i propri errori e quindi migliorarsi.
- Senso di responsabilità, particolarmente necessario in chi opera al di fuori di un costante e diretto controllo, con ampia facoltà decisionale, in piena autonomia.
- Senso della disciplina. La libertà rispetto alla disciplina cui sono sottoposti i mediatori professionali, deve acuire e non sminuire il dovere di osservare norme di comportamento e standard di produttività in linea con gli obiettivi aziendali.
- Idoneità ai contatti umani che contemperino estroversione, cordialità, spostandosi dal piano superficialmente emotivo (amico dell’utente/ azienda) a quello razionale (utilità reciproca) e motivante ( consulenza cliente /azienda).
- Facilità di analisi e di sintesi che gli consentono di centrare l’essenza dei problemi e di prendere rapide decisioni.
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